Itinerario: “Alternativa a Gallipoli”

Alternative a Gallipoli sul Mar Ionio: anche lo scoglio che possiamo incontrare sulla West Coast ha il suo fascino.

 

PRIMA TAPPA

Partiamo dalla nostra dimora di prima mattina (avremo molte cose da vedere e da vivere) e dirigiamoci sul versante ionico del Salento.

Prima di giungere a Gallipoli, una delle mete turistiche più osannate e ambite nel Salento ed a livello nazionale, esistono delle località che meritano di essere vistate.

Santa Maria al Bagno è una di queste.

A circa 7 km da Nardò, è stata abitata dai tempi più remoti: nella vicina “Grotta del fico” sono state infatti recuperati reperti archeologici di epoca preistorica.

E’ stata nei secoli un piccolo borgo di pescatori ed abitata dai Messapi prima e dai Romani poi. Nel 272 a.C., infatti, Santa Maria (all’epoca Sancta Maria ad Balneum) , cadde, come tutto il Salento, sotto il controllo dei Romani che qui realizzarono il porto “Emporium Nauna” gli edifici termali con le vasche per i bagni.

Nel XII secolo era presente a Santa Maria l’importante dimora dei Cavalieri Teutonici, costituita da un’abbazia e un grande monastero. Divenne dunque un importante luogo di sosta per i pellegrini provenienti dalle crociate.

Fu attaccata e saccheggiata e distrutta dai pirati saraceni nel medioevo, ed infierirono sulla città anche i Veneziani. Gli abitanti del posto trovarono riparo nell’entroterra.

Nel XVI Carlo V, che si occupò della difesa delle coste salentine, cercò di difendere le sorgenti di acqua dolce presenti a Santa Maria al Bagno per impedire i rifornimenti di acqua ai pirati: fu così eretta la Torre del Fiume di Galatena.

Alla fine del XIX secolo fu completato il recupero della cittadina, prima caduta in abbandono: divenne una signorile località balneare in cui nacquero ville e lussuose abitazioni.

Durante la seconda guerra mondiale vi trovarono rifugio più di 100.000 ebrei scampati allo sterminio nazista ed in procinto di di partire per il nascente stato di Israele. Alcuni edifici vennero “convertiti” alle nuove esigenze. In una casa nella piazzetta venne ospitata la Sinagoga e nella masseria “Mondonuovo” venne realizzato il kibbutz “Elia”. Tra i numerosi ospiti figuravano anche i nomi di Ben Gurion, Moshe Dayan, Dov Shilansky e Golda Meir.

Per l’ospitalità dimostrata, il 27 gennaio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città di Nardò, la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

A testimonianza di quel periodo restano ancora tre murales realizzati da alcuni deportati ed in particolar modo da Zivi Miller. Questo ha dato spunto alla realizzazione del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, che è stato inaugurato il 14 gennaio 2009.  Qui oltre ai murales si trova tutto il materiale storico concernente il periodo proveniente dall’archivio storico dell’APME – Associazione Pro Murales Ebrici di Santa Maria al Bagno e dal Comune di Nardò, con annessa biblioteca, emeroteca e documentazione visiva e multimediale.

Negli ultimi anni il centro è abitato stabilmente anche nel periodo invernale.

 

  • Cose da vedere:

“Le quattro colonne”: (Torre del Fiume Galatena)

le quattro colonne
Santa Saria al Bagno -Le Quattro Colonne

una delle numerose torri costiere di avvistamento del Salento costruita da Carlo V, nel XVI secolo, per difendere il territorio dagli assalti dei Saraceni. Nel luogo dove è collocata la torre è presente una sorgente di acqua dolce, conosciuta anche dai pirati che spesso attaccavano la zona per rifornirsi. Carlo V decise quindi di proteggere questa sorgente facendo erigere la torre. La torre presentava una struttura tronco piramidale a base quadrata con bastioni angolari a pianta pentagonale ed un’altezza di 16 metri. Nella parte superiore era presente un marcapiano con beccatelli. La parte centrale dell’antica torre crollò probabilmente non molto tempo dopo la sua costruzione, in seguito a qualche attacco nemico o a fenomeni tellurici. Oggi restano solo i quattro bastioni angolari: per questo la torre è anche detta “delle Quattro colonne”.

Murales di Zivi Miller

Zivi Miller
(fonte foto http://ifg.uniurb.it)
Zivi Miller murales Santa Maria al Bagno
(fonte foto http://ifg.uniurb.it)

Necropoli in contrada “Mondo Novo”

Terme

Grotta del Fico

 

  • La spiaggia

La piccola spiaggia è praticamente al centro del paese, sotto la piazzetta principale, molto indicata per il bagno dei più piccoli, facilmente controllabili. la spiaggia è sabbiosa, con acqua pulita e riparata dal vento. Ha un fondale basso per molti metri a partire dalla riva e nonostante le sorgenti di acqua fredda vicine conserva una temperatura mite grazie alla posizione piuttosto “chiusa” tra le rocce.

Consigli: evitare di andarci in tarda mattinata nei periodi di alta stagione. Essendo una piccola caletta il sovraffollamento è assicurato.

Se si vuole trovare un posticino tranquillo per piazzare l’ombrellone conviene arrivare la mattina presto o tuttalpiù nel primo pomeriggio.

Nei periodi di fine estate e durante l’autunno/inverno è davvero un piacere raggiungerla per godere degli ultimi caldi raggi del sole (provare per credere).

Non dimenticate di pagare il parcheggio se transiterete ne periodi indicati sugli appositi cartelli.

  • Gli scogli

Sono un’ottima alternativa alla sovraffollata spiaggetta. Cercate un percorso particolarmente agevole per raggiungere l’acqua ed eventualmente una buona insenatura per piazzarvi l’ombrellone.

Avrete accesso facilmente al mare, il fondale si troverà a circa 2-3 metri d’altezza, perciò munite i bambini sempre di dispositivi di sicurezza per poter galleggiare.

Vi sono dei piazzali, prima di arrivare alla spiaggetta, andando verso sud, su cui è possibile sostare temporaneamente con auto e camper.

  • Dove mangiare

Nella piazzetta principale del paese, immediatamente sopra la spiaggia, troverete dei buoni ristoranti e punti di ristoro, non troppo cari e dalla buona cucina a base di pesce.

 

 

SECONDA TAPPA

Proseguendo il viaggio ci troverete di sicuro ad ammirare un tramonto romantico, che sicuramente non dimenticherete per il resto della vostra vita ed ideale per scattare delle fotografie bellissime.

Andremo dunque a sud, seguendo la costa ionica, direzione Gallipoli.

Supereremo le varie uscite per Gallipoli e proseguiremo ancora più a sud per raggiungere le marine di Racale.

Impostate il vostro navigatore su “Torre Suda” (Suda = dal greco “fortificazione”), una frazione di Racale che prende il nome da un’altra torre costiera circolare, alta 13,5 metri e costruita nel XVI secolo a baluardo difensivo contro i turchi.

Intorno alla torre troverete un parco per sostare godendovi un gelato e per far giocare i più piccoli.

E’ una località balneare prevalentemente fatta di scogli. Non sarà difficile trovare, prima di giungere alla Torre, dei percorsi sulle rocce per giungere al mare ed immergersi agevolmente (cercate la presenza di altri bagnanti sugli scogli per orientarvi più facilmente).

Torre Suda Salento
“Le onde montano, crescono, cambiano le cose insieme alle luci della sera a Torre Suda. Poi tutto sembra tornare come prima. Ma non è più la stessa cosa.” Tramonto a Torre Suda ph Andrea Leo

 

Oltre alla torre, le ville in stile moresco (dei primi del ‘900) costituiscono un’attrazione turistica ed un’ottima partenza per delle foto affascinanti.

La piccola chiesetta situata di fronte alla piazzetta San Marco è dedicata alla B.V. Maria Stella del Mare.

Da poco è stata eletta a sede parrocchiale, la cui festa si svolge la prima domenica dopo Ferragosto con la tradizionale Cuccagna a mare, nel cosiddetto “Canale t’urpe” (Canale della volpe).

Lungo le strade principali del paese sono ben realizzate delle piste ciclabili nel caso voleste visitare il posto pedalando e respirando l’aria pura e ricca di iodio proveniente dal Mar Ionio.

Se attendete il tramonto sugli scogli potrete realizzare delle foto fantastiche (la foto di copertina dell’articolo è stata realizza proprio lì).

 

TERZA ED ULTIMA TAPPA

Cena Vista mare.

Andremo a cenare in uno dei luoghi più suggestivi del Salento:

premettiamo che per il locale che citeremo non si accettano prenotazioni e per questo occorre recarsi per la cena non troppo tardi, se non volete attendere troppo il vostro turno: tra le 20:00 e le 20:30 è un orario accettabile.

impostate il navigatore verso La Marina di Torre San Gregorio (comune di Patù): procederete ancora più a sud, direzione Leuca.

Il nostro consiglio è quello di recarvi presso il “Bar Moro“, una osteria molto particolare e suggestiva, e di chiedere di poter cenare sul terrazzo, vista mare.

Bar Moro – San Gregorio
Comune di Patù

E’ un posto rustico, non aspettatevi un tovagliato elegante o cucina sofisticata, ma la bontà del pesce fresco e soprattutto il panorama che vi si presenterà agli occhi durante la cena vi farà dire che avrete ben speso i vostri soldi!

Ottimo per una cena semiromantica o per quattro chiacchiere con gli amici durante il pasto.

consigli: ordinate pesce fresco, ma prima assicuratevi di aver parcheggiato bene l’auto e di aver pagato il biglietto per la sosta tra le viuzze che costeggiano il locale. Attenti a percorrere le stradine, che sono caratterizzate da discese e salite abbastanza ripide. Godetevi infine il panorama anche dalla piazzetta fuori dal locale, è davvero un’esperienza unica.

 

 

FINE ITINERARIO

Potrete tornare a riposare nella vostra alcova e prepararvi alla giornata successiva. Siamo sicuri che dormirete felici per le ore trascorse per il Salento grazie ai nostri consigli, magari rivedendo le bellissime foto scattate prima di prender sonno!

 

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