Itinerario all’insegna della “poesia” sulla costa adriatica

Partendo dalla nostra residenza leccese andremo a scoprire alcune attrattive della costa adriatica.

In pochi chilometri conosceremo una buona fetta della East Coast salentina, che rappresenta un’importante meta turistica d’estate ed un suggestivo set fotografico anche d’inveno.

PRIMA TAPPA

Impostiamo il navigatore su San Cataldo, comune di Lecce e distante appena 9 Km dal capoluogo Salentino.

La località balneare dei leccesi per eccellenza, importante dal punto di vista storico poichè in epoca romana era sede di uno strategico porto voluto dall’imperatore Adriano. Del porto attualmente rimane ben poco, alcune mura, ma è ben individuabile la sua parte sommersa sorvolando la costa con un drone nei pressi del faro.

In epoca romana il nome di San Cataldo era Salapia. Il porto rappresentava una tappa per le navi che erano dirette a Sud verso Otranto.

Molo Adriano – San Cataldo ph Andrea Leo

Per molti anni, dopo la dominazione romana, San Cataldo cadde nell’abbandono fino a trasformarsi in una palude, bonificata poi in epoca fascista.

San Cataldo è immersa nel verde di una lussureggiante pineta. La località è circondata da importanti risorse naturali. A nord, oltre la darsena vi è una vasta zona paludosa caratterizzata da un bacino artificiale di bonifica e da depressioni che subiscono l’entrata di acque meteoriche e marine che si estendono fino a Torre Veneri. A sud, vi è invece l’area delle Cesine che costituisce il sistema di lagune e paludi più vasto del Salento. In direzione Lecce invece, vi è il Bosco Fiore, uno dei rimasugli della grande foresta che un tempo caratterizzava il Salento da Brindisi a Lecce.

Si può passeggiare sul lungomare sostando di tanto in tanto in uno dei tanti lidi o nei pressi del faro per gustare un gelato o un pasticciotto leccese: consigliatissima la pasticceria Nobile, a pochi metri dal lungomare, all’interno della cittadina. Questa pasticceria è meta tutto l’anno di turisti e abitanti leccesi in cerca del vero pasticciotto leccese (da gustare possibilmente caldo).

Sul lungomare, dopo la darsena, andando verso sud, vedrete l’antico faro. Costituito da una torre di forma ottagonale di circa 23 metri d’altezza e da una struttura in muratura, in origine destinata ad alloggio dei fanalisti e magazzino. La costruzione di un faro a San Cataldo fu proposta nel 1863 dal Consiglio Provinciale di terra d’Otranto al Ministero dei Lavori Pubblici. Venne attivato nel 1897.

Faro di San Cataldo ph Andrea Leo

SECONDA TAPPA

Procederemo verso sud, sempre sulla east coast, direzione Otranto. Per il momento tralasceremo di visitare approfonditamente località come San Foca e Torre del’Orso, che attraverseremo lentamente per ammirarne i paesaggi. Potremo eventualmente fermarci a Torre dell’Orso però per degustare un ottimo gelato (anche d’inverno è una meta molto battuta) presso la gelateria Dentoni.

Raggiungeremo Roca Vecchia per visitare la Grotta della Poesia, famosa in tutto il mondo per essere una delle piscine Naturali più belle del Pianeta.

Si segnalano nella zona: la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario della Madonna di Roca del XVII sec.

Grotta della poesia – Roca

In realtà le piscine naturali sono due, distanti circa 60 metri l’una dall’altra. Esse sono ciò che resta di due grotte carsiche dopo il crollo del loro tetto.

Leggenda vuole che una bellissima principessa amasse fare il bagno nelle acque della grotta. La sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell’Italia si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati alla sua bellezza. Chi scrisse delle ninfe, chi delle principesse orientali, chi delle regine del nord, e la fama durò tanto a lungo che ancora oggi questo luogo è conosciuto come la Grotta della Poesia.

In realtà il nome deriva da Posia (= sorgente d’acqua dolce), poichè evidentemente oltre ad ospitare l’acqua marina ospitano delle sorgenti naturali.

La più grande delle due ha una pianta approssimativamente ellittica con assi di circa 30 e 18 metri e dista dal mare aperto una trentina di metri. La Posia Piccola, invece, ha assi di circa 15 e 9 metri ed è separata dal mare aperto da una settantina di metri in linea d’aria.

La loro notevole importanza in ambito archeologico è legata al rinvenimento nel 1983, grazie all’archeologo Cosimo Pagliara, di iscrizioni messapiche (ma anche latine e greche) sulle sue pareti.  Da queste è stato possibile stabilire che la grotta fosse anticamente luogo di culto del dio Taotor (o anche Tator, Teotor, o Tootor).

La Grotta della Poesia, oggi, è letteralmente presa d’assalto dai turisti che godono della bellezza di una delle dieci piscine naturali più belle del mondo.

Sulla Strada che collega Torre dell’Orso a San Foca, vi è un’area interessata alla realizzazione di un Parco Archeologico. Sempre sulla stessa strada sono visibili le fortificazioni messapiche di Roca Vecchia che possono essere ripercorse. Nella zona, oltre ai recenti scavi dell’abitato medioevale, si possono osservare ipogei, cripte e resti di struttura di varie epoche a partire dall’età del Bronzo.

Sull’area di Roca Vecchia, dal 1984 sono stati portati avanti degli scavi archeologici di notevole importanza, grazie all’interesse dell’Amministrazione Comunale, Amministrazione Provinciale e dell’Università di Lecce, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Istituto di Archeologia.

consigli: evitate di andarci in alta stagione per farci il bagno o provare qualche tuffo, l’area risulterebbe troppo affollata anche per potersi sedere nei pressi della piscina. Prediligete altrimenti la visita di mattina presto o nel pomeriggio inoltrato. Attenti ai tuffi, può essere pericoloso, non fatevi facilmente incoraggiare da coloro che si tuffano: spesso sono persone del luogo che conoscono bene il fondale e sanno dove e come cadere in acqua!

TERZA E ULTIMA TAPPA con CENA

Proseguiremo per qualche chilometro verso sud per raggiungere Sant’Andrea, località forse meno conosciuta da molti turisti, ma di un fascino unico.

Quando arriverete, se sapete dove andare, rimarrete sbalorditi… E non dimenticate la macchina fotografica!

Benchè ci si trovi sull’Adriatico il tramonto da queste parti ha comunque il suo fascino! Avrete dei colori del cielo tendenti al viola e del mare tendenti al verde smeraldo (la foto copertina dell’articolo è stata scattata proprio a Torre S. Andrea al tramonto).

tramonto
Tramonto a Torre Sant’ Andrea

Appena arrivati scenderete per una piccola strada in discesa. Alla fine della strada potrete parcheggiare l’auto in un comodo parcheggio a pagamento (ricordate di fare il biglietto e di esporlo in auto). Dal parcheggio sarà visibile un piccolo faro: voi recatevi verso la staccionata che vedete dalla parte opposta rispetto alla zona con le costruzioni. In pratica guardando il mare dal parcheggio giratevi alla vostra sinistra e camminate verso Nord. Superate la staccionata in legno e raggiungete la costa camminando comodamente sulle rocce (150 metri circa dal parcheggio). Giunti sul bordo della scogliera avrete davanti uno spettacolo che vi lascerà a bocca aperta: i Faraglioni di S. Andrea!

Prendete tutto il tempo per scattare le foto che volete per aspettare il tramonto e non lasciarvi sfuggire i suoi colori!

A questo punto dirigetevi dalla parte opposta verso le strutture adibite alla ristorazione e scendete lungo l’altro tratto di strada che vi porterà verso la caletta dei pescatori. Si tratta un piccola spiaggia che vi regalerà un altro scenario da sogno, a prescindere dal fatto che ci sia ancora la luce del sole o che sia gia buio.

Da qui scorgerete, oltre alle antiche abitazioni dei pescatori scavate nella roccia, la Sfinge naturale che riposa nel mare a circa 200 metri dalla riva. Uno spettacolo unico nel suo genere che porterete nei ricordi per tutta la vita! Dunque mano alla macchina fotografica, alzate gli ISO, aumentate il tempo di scatto e portatevi a casa un pò di foto come si deve!

Sfinge di Sant’Andrea pd Andrea Leo

Bene, è arrivata ora di cena, recatevi presso la vicina pizzeria Babilonia per godervi un’ottima pizza ed un bel bicchiere di birrozza alla spina gaurdando la Sfinge. Se avete esigenze un pò più formali potrete invece preferire il ristorante Confine, sempre a pochi metri e con vista mare.

Potete dunque rientrare alla base, felici di ciò che avrete visto e pronti ad affrontare la prossima giornata, in cui vi spingerete verso Otranto e Andrano, fino a Leuca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *