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Un varco Barocco sulla storia di Lecce: Porta San Biagio

Le Quattro Porte

Una città fortificata, come Lecce, era dotata di Porte. Esse erano, all’origine, quattro.

Un numero che riporta alla memoria un modo di dire dei leccesi di un tempo, quando avevano voglia di una lunga passeggiata: “sta facimu lu giru te le quattru porte” (“stiamo facendo il giro intorno alle 4 porte”).

In caso di guerre e di epidemie, due delle quattro porte venivano chiuse, mentre le altre due si aprivano per permettere i rifornimenti di generi alimentari. Durante l’epidemia di peste del 1690 furono chiuse Porta San Giusto (Porta Napoli) e Porta San Biagio.

Le porte della città, che noi oggi possiamo ammirare, sono artisticamente importanti. Esse sono state ricostruite secondo criteri architettonici più attenti allo stile e alla commemorazione di episodi importanti. Nel 1500, Carlo V fece costruire nuove mura di fortificazione e, in quell’occasione, Porta S. Giusto fu sostituita da Porta Napoli, che, in realtà, è un vero Arco di Trionfo. Nel 1700, Porta San Biagio e Porta Rudiae furono ricostruite in stile barocco. L’unica porta demolita nell’800 fu Porta San Martino, che si trovava in via Matteotti, strada che portava alla marina leccese di San Cataldo.



Porta San Biagio

Fu ricostruita nel 1774 per volere di Tommaso Ruffo, governatore di terra d’Otranto, come attesta l’epigrafe in latino. La Porta precedente fu fatta costruire nel 1500 da Carlo V e fu dedicata anch’essa a San Biagio, titolare di una chiesetta andata distrutta, nelle vicinanze della stessa. Probabilmente la Porta precedente era più all’interno, rispetto a quella più recente. Architetto di quest’ultima fu Emanuele Manieri.


L’area intorno

Una via in prossimità della Porta, denominata via delle Beccherie Vecchie, deve il nome ad alcune macellerie, ivi ubicate; per cui, l’intera area era indicata come “clavica puceri”, ossia luogo in cui era stata eseguita una rete di canali di scolo, che convergevano in una cloaca, ed erano utilizzati per la pratica della macellazione degli animali. Nella piazzetta antistante la Porta, nel 1600, c’era una fontana in pietra leccese, andata, purtroppo, perduta.




Chiesa di San Matteo, a 150 m da Porta San Biagio




Viale Don Minzoni

Il viale (oggi viale Don Minzoni), che inizia nei pressi del monumento dei caduti, sulla sua destra, e costeggia il muro di cinta delle Suore Marcelline, portava verso un’area adibita a Parco della Torre. Lungo il viale si tenevano, nel periodo estivo, passeggiate pubbliche a piedi o in carrozza, rese piacevoli dalla fresca ombra degli alberi. Giunti alla Torre, da lì si estendeva una grande area di caccia boschiva, frutteti e numerose fontane. In prossimità delle mura urbiche si tenevano fiere, gare, spettacoli pubblici e il mercato. L’area, peraltro, il 25 luglio era allestita per la festa di san Giacomo, protettore di Spagna. Al santo era intitolata la chiesa presso la Torre, con attiguo Convento, divenuto Lazzaretto alla fine dell’800 e, successivamente, Ospizio per i poveri. In tempi più recenti fu usato come Pronto Soccorso e, quindi, come Ospedale Psichiatrico Provinciale.


La Porta

Il Santo, a cui la Porta è dedicata, visse nel III-IV secolo ed era nativo di Sebaste, in Armenia. Svolgeva la professione di medico; divenuto vescovo della sua città, subì il martirio e morì decapitato. La protezione di San Biagio s’invoca per i mali che colpiscono la gola.


Leggenda

Secondo la leggenda, invece, San Biagio sarebbe nato a Lecce e, in seguito alla persecuzione, sarebbe fuggito in Armenia, lasciando la città di Lecce, attraverso la strada, dove successivamente sorse la Porta a lui dedicata.

La costruzione

della stessa risale al 1774 ed è alta circa 17 metri. Ai lati della Porta sono presenti due colonne in stile dorico, prive di scanalature e con basi alquanto alte. Nella parte più in alto è possibile scorgere lo stemma di Re Ferdinando IV di Borbone e, sui due lati, sono scolpiti due stemmi di Lecce. Sulla sommità, invece, troviamo la statua del Santo.


L’accesso alla movida

La Porta è importante per chi entra nel centro storico da sud-est e desidera percorrere la notissima “via dei pub” o “movida” o via dei Perrone e per chi vuole ammirare antichi palazzi e chiese o visitare l’importante “Museo Faggiano” o il “Teatro Romano”.


Nei tempi antichi

attraverso Porta San Biagio, si cercava rifugio in città, nei momenti di pericolosi assalti dei turchi, provenienti dal mare, o di popoli barbari, provenienti dall’entroterra.


Riqualificazione

La recente riqualificazione dell’area antistante, costituita da una piazza (Piazza Italia), sulla quale si affaccia il vicino Monumento dei Caduti in Guerra, con l’attiguo edificio storico della Casa del Mutilato e Invalidi di Guerra, ha restituito alla Porta l’importanza che merita. Ammirarla al tramonto del sole, consente di apprezzare la bellezza della pietra leccese, usata per la sua costruzione. E’ infatti il momento del giorno in cui la pietra appare di un colore rosa, caldo e luminoso.